• Donkeys Tower

    2015

    Bologna celebrates the arrival of the new year in its main square, Piazza Maggiore, with the burning of a giant puppet symbolising the year gone by (the so called “Vecchione”), traditionally designed by artists who have bonds with Bologna.
    The 2016 edition of “Vecchione” is the “Donkeys Tower”, designed by Cristian Chironi.
    Donkeys Tower is a negative clipping, an outline about 10 meters high. It has a base similar to those of other towers in Bologna (including the famous Asinelli), on which there are four donkeys on top of each other: the first one is standing still, the second one is pulled by a rope, the third one is carrying weights and the one at the top is ridden by an old man using the carrot and the stick.
    The Donkeys Tower is a symbol of obstinacy, stubbornness, dullness and submission: four features which have always been (wrongly) attributed to the donkeys and are even more negative if ascribed to human beings.
    The burning of the Donkeys Tower is a symbolic act to get rid of these negative characteristics and become, in the coming year, less “donkeys”.


    Bologna festeggia l’arrivo del nuovo anno in Piazza Maggiore con il rogo del Vecchione, simbolo dell’anno che se ne va, la cui ideazione è affidata ogni anno ad artisti che hanno un legame con la città.
    Donkeys Tower è un ritaglio in negativo, un’immagine di circa 10 metri d’altezza, con il solo contorno del soggetto. E’ caratterizzata da una base che imita la struttura delle torri esistenti in città (inclusa la celebre Torre degli Asinelli), sulla quale poggiano, uno sopra l’altro, quattro asini: il primo immobile, il secondo tirato da una corda, il terzo carico di pesi e, l’ultimo in cima alla torre, che viene abbindolato con una carota dal vecchio che porta sulla groppa. Una torre degli asini innalzata nella piazza centrale della città, come simbolo di ostinazione, cocciutaggine, ottusità e sottomissione. Chiaramente non è l’animale ad essere preso di mira, bensì la caratteristiche che da sempre gli vengono (a torto) attribuite e che – se riportate alla società e agli individui – diventano ancora più negative. Una torre degli asini da bruciare, quindi, per liberarsi da queste caratteristiche negative e ritrovarsi, nel nuovo anno, meno ciuchi.
    Il Vecchione viene costruito “a pezzi” all’interno dei capannoni di “Corte Castella” a San Matteo della Decima impiegando esclusivamente materiali naturali come paglia, juta e legno; viene portato a Bologna a fine dicembre mediante un trasporto eccezionale e viene assemblato in Piazza Maggiore dove, montato, ha un’altezza di circa 10 metri.
    Opera effimera per definizione, il Vecchione vive solo per pochi giorni prima del rogo, chiudendo simbolicamente l’anno passato.