{"id":291,"date":"2015-10-16T16:52:52","date_gmt":"2015-10-16T16:52:52","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/wordpress\/?page_id=291"},"modified":"2015-10-18T16:33:20","modified_gmt":"2015-10-18T16:33:20","slug":"le-petit-text","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/?page_id=291","title":{"rendered":"Le petit &#8211; text"},"content":{"rendered":"<div id=\"id1\" class=\"style_SkipStroke shape-with-text\">\n<div class=\"text-content graphic_textbox_layout_style_default_External_1000_1598\">\n<div class=\"graphic_textbox_layout_style_default\">\n<h1 class=\"paragraph_style\">LE PETIT<\/h1>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.cristianchironi.it\/?portfolio=le-petit\">&lt; BACK<\/a><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Sono tornato l?<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">dove non ero mai stato.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Nulla, da come non fu, \u00e8 mutato.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Giorgio Caproni<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Ci\u00f2 che la fotografia riproduce all\u2019infinito<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">ha avuto luogo solo una volta: essa<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">ripete meccanicamente ci\u00f2 che non potr?<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">ripetersi esistenzialmente.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Roland Barthes<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Pur nella sua autonomia Le petit, 2006 si configura come un ulteriore stazione di una serie pi\u00f9 amplia che trova la sua origine nei Senza Titolo #1 e #2 del 2001 e il suo sviluppo in opere pi\u00f9 recenti: Singer, Lina si sveglia\u2026, Rewind e Rowenta, tutte incentrate sul ritorno ossessivo di un\u2019immagine: il ritratto fotografico di una giovane donna in abito da sposa.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">In principio \u00e8 dunque la foto o, pi\u00f9 precisamente, una foto, sempre la stessa, che a seconda dei formati e delle declinazioni funge da icona, specchio, modello, vestito, casa, maschera, sino a divenire una sorta di pas-partout e di firma sostitutiva.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">La foto, si dice comunemente, ha la capacit\u00e0 di fermare il tempo, di imbalsamare, un istante, un luogo, un\u2019espressione, ha il potere di restituirci l\u2019assente ma, contemporaneamente, proprio per questa stessa qualit\u00e0 medusante, ha anche la capacit\u00e0 di dirci la morte al futuro: \u201cDandomi il passato assoluto della posa\u2026 -scrive Roland Barthes- la fotografia mi dice la morte al futuro\u201d.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">In quanto \u201cemanazione\u201d di un \u201creale passato\u201d la foto \u00e8, dunque, qualcosa da conservare, custodire, ma anche, compito immane, da ri-animare.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Come l\u2019angelo di Walter Benjamin che vorrebbe redimere il passato e \u201cricomporre l\u2019infranto\u201d, C.C. cerca di restituire un futuro all\u2019 \u00e8 stato\u00a0 di un\u2019immagine, ci\u00f2 spiega il continuo oscillare dell\u2019artista, tra fotografia, video e performance.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Bench\u00e9 declinata tramite diversi media, la ricerca di C. C. trova per\u00f2 nella fotografia, intesa come paradossale e ambivalente pharmakon , il suo ineludibile baricentro e il suo modello generatore, un modello che risulta operante anche nei video (costituiti interamente da sequenze di foto in dissolvenza incrociata) e, sia pur in maniera implicita, nelle performance live.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Grazie alla sua ineluttabile dimensione documentaria l\u2019immagine fotografica, quand\u2019anche proposta in proiezione, non duplica il tempo ma lo sospende, lo frantuma, lo gela, finendo cos\u00ec per esibire ci\u00f2 che il video nasconde: la nuda verit\u00e0 di singole immagini che soccombono allo scorrimento.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Qualcosa di simile avviene anche in Singer, coreografia muta di una vestizione, in cui il corpo dell\u2019artista, spinto da una sorta di automatismo, riedita e reitera, \u201cin modo assolutamente liturgico\u201d (Alfredo Sigolo), gesti e accadimenti memoriali, all\u2019interno di una narrazione rituale, a-gerarchica e mono-tona, in cui le azioni necessarie a costruire la scena o a realizzare il \u201cvestito\u201d non trovano un culmine nella vestizione ma tendono a risolversi in se stesse e ad equivalersi. Anche qui, dunque, a prevalere \u00e8 la dimensione di successivi tableaux che concorrono a sospendere pi\u00f9 che a dar vita ad una narrazione, anche qui, un\u2019incessante ricapitolazione di gesti che furono della madre sembra voler erodere la realt\u00e0 del presente, sottrarla al tempo.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Sorge allora il sospetto che pi\u00f9 che lavorare per rianimare un\u2019immagine l\u2019artista muova in direzione opposta, tenda cio\u00e8 a trasformare se stesso in immagine. E\u2019 questa infatti l\u2019unica dimensione in cui pu\u00f2 risolversi quell\u2019insanabile dissidio tra \u201cbidimensionale e tridimensionale\u201d(Silvia Fanti), passato e presente, movimento e immobilit\u00e0, in cui sembra risiedere l\u2019elemento peculiare della sua ricerca.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"style\" style=\"color: #808080;\">Il modello fotografico, da cui l\u2019artista si allontana solo per farvi continuamente ritorno, appare l\u2019unico adeguato a questo compito: solo la foto, infatti, in quanto emanazione di un referente passato, appare capace di raffigurare non solo l\u2019allora come adesso ma anche l\u2019adesso come allora. Solo nella foto, infatti, \u00e8 possibile una doppia posizione congiunta di realt\u00e0 e di passato. Solo nella foto, come sottolinea Barthes, l\u2019immagine \u201cdell\u2019essere scomparso\u201d giunge \u201ca toccarmi come i raggi differiti di una stella\u201d.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"paragraph_style_3\" style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"style_3\">fort<\/span><span class=\"style\">\/da: spettografie (note per C.C.) di Saretto Cincinelli, 2006 \u00a0<\/span><\/span><span class=\"style_4\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"id2\" class=\"style_SkipStroke shape-with-text\" style=\"text-align: right;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cristianchironi.it\/?portfolio=le-petit\">&lt; INDIETRO<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE PETIT &lt; BACK Sono tornato l? dove non ero mai stato. Nulla, da come non fu, \u00e8 mutato. Giorgio Caproni Ci\u00f2 che la fotografia<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.cristianchironi.it\/?page_id=291\">Continue Reading&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/291"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=291"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/291\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":374,"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/291\/revisions\/374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cristianchironi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}